La crisi finanziaria di questi giorni ha dimostrato che il RISCHIO non può essere previsto, neanche dai suoi controllori massimi - Società di rating - e che pertanto il rendimento ad esso correlato spesso è inferiore alle aspettative di chi su questo rischio ha investito dei soldi.
Con il “senno di poi” tutti sanno fare trading finanziario, ma purtroppo il “senno di poi” in Borsa non ha mai premiato nessuno. Il fatto più inquietante è che l’aver liberalizzato l’accesso al trading ha completamente sconvolto le regole di comportamento sui mercati ed ora anche i professionisti del settore si trovano spiazzati di fronte a movimenti del tutto fuori controllo ad opera di tanti micro-investitori che con un PC, una connessione ad internet e tanto tempo a disposizione spesso sconvolgono gli scenari di investimento.
In Italia le prime sorprese si videro con la quotazione delle società calcistiche le cui azioni oscillavano in base ai risultati della domenica, e ci fu più di un personaggio del calcio e non che fece grandi affari grazie a queste anomalie.
Poi fu il periodo della “bolla” e dei guadagni facili in pochi giorni, almeno per chi sapeva accontentarsi.
Negli ultimi tempi, Parmalat, Bond Argentini e la crisi attuale ci stanno presentando il conto, facendo venire a galla una regole imprescindibile:
IL RISULTATO DI UNÂ INVESTIMENTO E’ DIRETTAMENTE CORRELATO ALLA PROFESSIONALITA’ DI CHI LO ESEGUE.
E’ compito di chi regolamenta i mercati quello di porre maggiore attenzione sulle professionalità e sulle reali capacità di chi si occupa di settori così delicati come quello finanziario.
Chi scrive non è un professionista del settore, ma un semplice cliente che quando si reca in banca per effettuare un investimento in obbligazioni, azioni o fondi di altro genere, vorrebbe avere davanti a sè un professionista e non un commesso che deve spingere determinati prodotti, rispetto ad altri, per smaltire le “rimanenze di magazzino“.
Cosa succederebbe se in farmacia ci venisse venduto un farmaco diverso da quello che ci serve per guarire, tanto perchè è in negozio, oppure ci venisse taciuto il reale stato di salute di un famigliare per non allarmare chi ci sta intorno???
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